Esistono migliaia di modelli che spiegano come creare un team, ma il più chiaro e immediatamente percepibile è il team performance model, proposto dai consulenti americani Alan Drexler e Davide Sibbet. Come mental coach ma anche come consulente di marketing lo uso spesso e con eccellenti risultati quando lavoro con i gruppi che faticano a diventare una vera squadra. Il team performance model mostra sette fasi diverse che vengono abitualmente attraversate da chi partecipa ad un progetto. Nell’immagine del modello che ho disegnato sotto, devi seguire le frecce: ogni passo è caratterizzato da una domanda di fondo che il gruppo si deve fare in quella fase. All’inizio: perché siamo qui? In seguito: cosa facciamo? Alla fine: perché continuare?
Inoltre sono descritte le caratteristiche principali dello stato dei partecipanti in ogni determinata fase: da in lato gli elementi problematici e dall’altro i punti di forza raggiunti dal team. Molti degli step risultano quasi scontati: l’esperienza mostra che ogni gruppo li percorre tutti. Ma attenzione! Se si salta un passaggio, si deve tornare indietro
TEAM PERFORMANCE MODEL
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Se sei tu a guidare un team devi per prima cosa introdurre il modello. Poi, dopo l’inizio del progetto, chiedi regolarmente ai membri del tuo team:
a) in quale fase del progetto siete?
b) cosa è necessario per raggiungere la fase successiva?
E quindi segui tutti i passaggi del modello. Se invece non sai con certezza dove si trova il tuo team, associa ad ogni fase le definizioni che leggi nell’illustrazione (o personalizzale) e domandati: quali si riferiscono a me personalmente? Quali al team?
Nessuna paura di eventuali sentimenti negativi da parte dei partecipanti: peggiore del conflitto aperto è quello rinviato, che in seguito ti costringerà alla fine del progetto a trattare temi che avresti dovuto affrontare prima quando ancora non erano un problema.
Ti do un consiglio: non cercare di adattare necessariamente e forzatamente il tuo team al modello in modo formale. Il team performance model è una bussola, un orientamento; non un programma da copia e incolla.
I gruppi si spostano in avanti solo quando uno sa fare il primo passo. Ma devi essere pronto a fare anche il primo errore.